Muove i primi passi a Roma un nuovo modello di partnership tra aziende farmaceutiche e associazioni di pazienti. Organizzato da Novartis, ""Alleati per la salute"" è un workshop rivolto a circa 60 tra responsabili e dirigenti delle associazioni con le quali il gruppo farmaceutico collabora. Per due giorni sono state condivise conoscenze, esperienze e metodologie operative, attraverso una serie di corsi tenuti da esperti italiani e stranieri, espressione del mondo aziendale del no profit. Obiettivo ""generare importanti benefici per i pazienti - spiega nel corso di una conferenza stampa Paul Herrling, responsabile dei Novartis Institutes for Developing World Medical Research - le cui esigenze potranno essere così meglio considerate e accolte"". Come? Ad esempio redigendo informazioni a misura di paziente, oppure informando con maggiore tempestività le associazioni, in accordo con quanto previsto dalle normative, sulla disponibilità di nuovi trattamenti già in fase di sviluppo. In questo modo potranno diventare un importante canale di informazioni per i pazienti, consentendo loro di accedere precocemente a nuove terapie. Del resto le associazioni di pazienti sono una realtà sempre più importante in Europa e in costante crescita anche nel nostro Paese, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Si tratta di migliaia di organizzazioni che rappresentano diritti, necessità concrete e aspettative di milioni di persone. Le associazioni di pazienti anche in Italia costituiscono una quota molto ampia del mondo del volontariato. Una realtà che, secondo un'indagine di Cittadinanzattiva, raccoglie quasi il 90% della fiducia degli italiani, superando nel consenso ogni altra Istituzione nazionale. Quelle che in Italia si occupano di salute, in particolare, sono più di 6.000 e coinvolgono oltre 3,5 mln di pazienti.

Quella voluta da Novartis ""è un'iniziativa - sottolinea Mark Never, amministratore delegato dell'azienda in Italia - che confido abbia ricadute concrete a favore dei pazienti. Il nostro impegno è contribuire a diffondere il più possibile un approccio nuovo e di reale ascolto delle esigenze dei pazienti, offrendo risposte chiare e tempestive"". Oltre che nello sviluppo del farmaco, le associazioni possono avere, con la loro conoscenza diretta dei reali bisogni dei malati, una funzione determinante, secondo il progetto Novartis, nell'assicurare l'efficacia a lungo termine dei trattamenti. Per esempio mettendo a punto materiale informativo utile e più facilmente comprensibile sulle corrette modalità di assunzione dei medicinali o nel migliorare l'aderenza alla terapia farmacologica.

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