Continua e si rafforza il trend di fusioni e acquisizioni che da anni caratterizza il settore delle scienze della vita e farmaceutico. L'anno che sta per terminare ha fatto segnare un nuovo record, come dimostra l'ultimo rapporto trimestrale di PricewaterhouseCoopers, che prende in esame i dati di luglio, agosto e settembre 2014; in questi tre mesi, le aziende farmaceutiche hanno mosso quasi 100 miliardi di dollari: le intese hanno infatti toccato i 61 miliardi di dollari, ai quali vanno aggiunti ulteriori 31 miliardi di transazioni annunciate e non ancora giunte a conclusione.

Il terzo trimestre dell'anno ha fatto segnare un aumento del 27,2% delle offerte chiuse, che sono arrivate a 42 rispetto alle 33 del periodo precedente; se il raffronto viene fatto con lo stesso periodo del 2013, quando erano state 25, l'incremento risulta ancora maggiore: il 68%.

Tra gli accordi attesi ma che non si sono ancora concretizzati, alcuni sono economicamente assai rilevanti. Uno tra questi è il nuovo avvicinamento tra la multinazionale americana Pfizer e l'azienda anglo-svedese AstraZeneca: un'intesa era già sembrata imminente nella scorsa primavera, ma non era stata perfezionata: ora, secondo PricewaterhouseCoopers, le trattative appaiono nuovamente promettenti.

L'azienda statunitense Allergan è stata acquisita dall'irlandese Actavis che, per l'operazione, ha sborsato 66 miliardi di dollari, mentre sfiora i dieci miliardi la cifra con cui la Merck&Co. ha acquisito la Cubist, azienda specializzata nello sviluppo di antibiotici.

Altre operazioni, pur consistenti, si sono mantenute ben al di sotto del miliardo. Una di queste, vede il rafforzamento della giapponese Daiichi Sankyo nel settore oncologico, grazie all'acquisizione della statunitense Ambit Biosciences, per oltre 400 milioni di dollari. Inoltre, Abbott si è accaparrata Shire per 40 milioni di euro, mentre Bayer ha acquisito il business Consumer Care di Merck&Co.

 

Fonte: Farmacista33 a cura di Simona Zazzetta

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